Un cane resta intrappolato e non può mettersi in salvo da solo: scatta l’intervento dei soccorritori

Aggiungi amoreaquattrozampe.live alle fonti di google news

Un cane rimasto intrappolato per ore a sei metri di profondità è stato salvato grazie alla costanza dei Vigili del Fuoco di Nuoro e Cagliari.

C’è un momento preciso in cui un intervento di soccorso smette di essere una normale manovra di recupero e si trasforma in un cantiere ad alta precisione. Nelle campagne della Barbagia, a poca distanza dall’abitato di Gavoi, quel momento è scattato intorno alla metà della mattinata, quando la richiesta d’aiuto per un cane scomparso si è scontrata con una realtà geologica impietosa: una fessura naturale nel terreno, stretta come un imbuto e profonda sei metri, all’interno della quale l’animale era scivolato senza alcuna possibilità di risalire.

Vigili del fuoco salvano un cane
Vigili del fuoco salvano un cane rimasto intrappolato a sei metri di profondità (Screenshot foto Facebook – Cronache Nuoresi – amoreaquattrozampe.live)

I primi a giungere sul posto sono stati i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Nuoro. Il sopralluogo iniziale ha subito chiarito la portata della sfida. L’orografia del territorio barbaricino presenta spesso formazioni rocciose e cavità ipogee prive di accessi agevoli; la pietra non lascia margine di manovra e le dimensioni dell’anfratto impedivano a un operatore di calarsi direttamente senza correre il rischio di rimanere incastrato o di provocare crolli interni. La conformazione dello stretto passaggio impediva ogni contatto diretto, trasformando l’area di campagna in una trappola sorda dove ogni vibrazione del terreno doveva essere ponderata con estrema cautela.

Dalle 10 del mattino alle 4 di notte: un lunghissimo salvataggio da parte dei vigili del fuoco per riportare in superficie il cane intrappolato

Valutata l’impossibilità di procedere con le normali dotazioni da recupero in ambiente impervio, la catena di comando ha disposto il cambio di strategia: non si sarebbe lavorato soltanto “dall’alto”, calando attrezzature o operatori, ma si sarebbe dovuto sagomare la roccia, aprendo un varco alternativo in grado di intercettare il cunicolo a sei metri di profondità. Per farlo, la centrale operativa ha mobilitato da Cagliari due risorse ad altissima specializzazione: il nucleo GOS (Gruppo Operativo Speciale), struttura specializzata nell’impiego di macchinari per il movimento terra pesante, e gli specialisti delle tecniche USAR (Urban Search and Rescue), il personale formato per la ricerca e il soccorso tra le macerie e nei contesti ipogei complessi.

Con l’arrivo dei mezzi meccanici dalla capitale regionale, la zona d’intervento si è trasformata in un teatro operativo articolato. L’impiego degli escavatori di grande stazza su un terreno naturale ha richiesto una mappatura costante del sottosuolo per evitare che il peso dei macchinari o il martellamento delle rocce potessero compromettere le pareti della cavità in cui l’animale si trovava bloccato.

Vigili del fuoco
L’intervento dei Vigili del fuoco per salvare un cagnolino (Screenshot foto Facebook – Cronache Nuoresi – amoreaquattrozampe.live)

L’operazione, iniziata ufficialmente intorno alle dieci del mattino, si è protratta per l’intera giornata e ha attraversato la notte senza alcuna interruzione. I tecnici USAR, avvalendosi di apparecchiature per l’ispezione visiva e il monitoraggio degli spazi confinati, hanno coordinato l’avanzamento dello scavo eseguito dal nucleo GOS, misurando a ogni metro la stabilità della parete rocciosa e la distanza dal punto stimato di stazionamento del cane.

Con il calare delle tenebre, la difficoltà logistica è aumentata: è stato necessario allestire una torre faro per illuminare il perimetro delle operazioni e garantire la sicurezza della squadra al lavoro sul ciglio dello scavo. Ogni movimento della benna e ogni carotaggio sono stati eseguiti con una lentezza calcolata, alternando fasi di rimozione meccanica dei detriti a fasi di rimozione manuale a ridosso della fessura finale, per evitare che la polvere o la caduta di frammenti potessero ostruire l‘afflusso d’aria nel cunicolo.

L’interazione tra le diverse componenti del Corpo ha funzionato come un ingranaggio collaudato: mentre i mezzi pesanti sbancavano i tratti più coriacei di roccia superficiale, gli operatori a terra controllavano centimetro dopo centimetro l’evoluzione della faglia naturale. È stato soltanto verso le quattro del mattino che gli strumenti da taglio e di scavo sono riusciti ad abbattere l’ultimo diaframma di pietra che separava i soccorritori dall’incavo profondo dove si trovava il cane.

Salvano un cane
Il cane salvato dai Vigili del Fuoco (Screenshot foto Facebook – Cronache Nuoresi – amoreaquattrozampe.live)

Alle 4:20, dopo oltre diciotto ore di lavoro continuativo e ininterrotto, uno degli operatori specializzati è riuscito ad allungarsi all’interno della nicchia ricavata nel granito e ad agganciare l’animale. Portato finalmente alla luce, il cane è stato sottoposto a una prima verifica visiva e funzionale sul posto. Nonostante la prolungata permanenza nel buio, al freddo e all’interno di uno spazio estremamente ristretto, l’animale è apparso reattivo e in condizioni di salute sorprendentemente buone, senza evidenti lesioni traumatiche dovute alla caduta o al crollo di detriti.

La consegna dell’animale al proprietario, che ha assistito a tutte le fasi dell’intervento sul perimetro della zona d’operazione, ha segnato la smobilitazione del cantiere. Le squadre del GOS e dei comandi di Nuoro e Cagliari hanno impiegato le prime luci dell’alba per riordinare le attrezzature, mettere in sicurezza l’area dello scavo ed effettuare i controlli di rito prima di rientrare nelle rispettive sedi. Un intervento che si archivia come una dimostrazione di capacità logistica e coordinamento tecnico, dove la tecnologia impiegata nelle emergenze sismiche e nei grandi dissesti idrogeologici è stata applicata con successo a un contesto rurale per risolvere un’emergenza apparentemente minore, ma dal valore umano e professionale indiscutibile.