Cane salvato da un fiume in piena, i volontari vogliono farlo adottare, ma il Comune si oppone perché vogliono usarlo come mascotte

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Morocho, il cane randagio salvato dal fiume Mapocho in Cile, è al centro di una disputa tra il Comune di Santiago e un’associazione animalista.

Per ore ha lottato contro la corrente impetuosa di un fiume, mentre i soccorritori tentavano disperatamente di raggiungerlo. La storia di Morocho, un cane randagio rimasto intrappolato nelle acque del fiume Mapocho, a Santiago del Cile, ha emozionato migliaia di persone, trasformandosi in un caso seguito anche dai media internazionali.

Cane salvato da un fiume in piena, i volontari vogliono farlo adottare, ma il Comune si oppone perché vogliono usarlo come mascotte- amoreaquattrozampe.live

Dopo essere sopravvissuto a una situazione estremamente pericolosa, per il quattro zampe sembrava finalmente arrivato il momento di iniziare una nuova vita. Tuttavia, proprio quando tutto lasciava immaginare un lieto fine, è scoppiata una controversia sulla sua adozione.

Morocho, il cane salvato dalle acque del fiume Mapocho: dopo il salvataggio scoppia la polemica sulla sua adozione

Da una parte il Comune di Santiago, intenzionato ad accoglierlo come mascotte municipale, dall’altra un’associazione animalista che sostiene di avergli già trovato una famiglia. La vicenda è iniziata il 6 ottobre 2026, quando le intense precipitazioni che hanno colpito Santiago del Cile hanno provocato un rapido innalzamento del livello del fiume Mapocho.

Morocho, il cane salvato dalle acque del fiume Mapocho: dopo il salvataggio scoppia la polemica sulla sua adozione- amoreaquattrozampe.live

Morocho si è ritrovato isolato su un piccolo lembo di terra, circondato dall’acqua torbida e da una corrente particolarmente violenta. Impossibilitato a raggiungere autonomamente la terraferma, il cane è stato notato da alcune persone presenti lungo le sponde, che hanno immediatamente chiesto aiuto.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli operatori della sicurezza municipale e gli specialisti del GOPE, il Gruppo per le operazioni speciali dei Carabineros cileni.

I soccorritori hanno utilizzato corde, imbracature e attrezzature specialistiche per tentare di raggiungere l’animale. Tuttavia, Morocho era talmente spaventato da allontanarsi ogni volta che qualcuno cercava di avvicinarlo.

Durante i tentativi di salvataggio, il cane è scivolato più volte sulle pietre, rischiando di essere trascinato via dalla corrente. Alla fine, dopo diverse ore di paura, è riuscito a mantenersi a galla e a raggiungere autonomamente un punto sicuro della riva, dove i soccorritori hanno potuto finalmente metterlo al riparo.

Una volta tratto in salvo, Morocho è stato accompagnato presso una struttura veterinaria municipale per ricevere le cure necessarie. Nonostante le ore trascorse nel fiume e lo stress accumulato, le sue condizioni sono risultate complessivamente buone.

La veterinaria Mariela Fincheira, subdirettrice dell’area di Igiene ambientale del Comune di Santiago, ha spiegato all’emittente cilena T13 che l’animale presentava soltanto alcune lesioni superficiali. Il cane appariva molto stanco e inizialmente non voleva mangiare, ma non mostrava segni di grave disidratazione.

Secondo la professionista, con il riposo, un’alimentazione adeguata e le necessarie attenzioni, Morocho avrebbe potuto recuperare rapidamente le energie. Dietro il cane diventato improvvisamente famoso si nasconde una storia fatta di vita in strada e dell’impegno quotidiano di alcuni volontari.

Secondo quanto raccontato a The Clinic da Catalina Mihovilovic, componente della fondazione animalista Todos Somos Cholita, l’associazione conosceva Morocho da quando aveva appena due mesi.

Il cane viveva nella zona compresa tra il fiume Mapocho e calle Juárez Larga, un’area nella quale i volontari seguivano diversi animali senza famiglia. Morocho era stato trovato insieme ad altri tre cani, successivamente adottati.

Per lui, invece, non era ancora arrivata l’occasione di trovare una casa definitiva. Nel frattempo, i volontari avevano continuato a occuparsi della sua alimentazione, della salute e delle vaccinazioni, provvedendo anche alla sterilizzazione. Secondo la fondazione, Morocho era stato inserito ufficialmente in un percorso di adozione il 27 luglio 2026.

Il salvataggio, diventato virale, aveva finalmente acceso i riflettori sulla sua situazione, attirando numerose persone interessate ad accoglierlo. L’8 ottobre, il sindaco di Santiago, Mario Desbordes, ha annunciato che Morocho sarebbe rimasto con il personale della Direzione per la sicurezza municipale.

Gli operatori, coinvolti nelle operazioni di soccorso, avevano infatti manifestato il desiderio di prendersi cura dell’animale. La struttura aveva recentemente perso un altro cane, diventato nel tempo una mascotte molto amata dai dipendenti.

Il sindaco ha quindi autorizzato l’accoglienza di Morocho, annunciando che sarebbe diventato la nuova mascotte municipale. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, il quattro zampe avrebbe avuto a disposizione uno spazio protetto, cibo, assistenza veterinaria e le attenzioni quotidiane del personale.

Il Comune ha inoltre prospettato per Morocho un ruolo simbolico nelle iniziative dedicate alla tutela degli animali e alla promozione delle adozioni responsabili. L’annuncio del Comune, però, non è stato accolto favorevolmente dalla fondazione Todos Somos Cholita.

L’associazione sostiene infatti di aver già individuato una famiglia disposta ad adottare Morocho e capace di garantirgli una sistemazione stabile. Catalina Mihovilovic ha espresso la contrarietà dell’organizzazione, spiegando che, secondo i volontari, vivere all’interno di una struttura istituzionale non equivale necessariamente a essere adottati da una famiglia.

La preoccupazione riguarda soprattutto la continuità delle cure e delle responsabilità nei confronti dell’animale, che potrebbe dipendere dall’organizzazione del personale municipale. Per questo motivo, la fondazione ha chiesto al sindaco di riconsiderare la decisione e consentire a Morocho di raggiungere la famiglia già individuata.

Il Comune, dal canto suo, sostiene di poter garantire al cane sicurezza, assistenza e una presenza costante. Due posizioni differenti, accomunate almeno dall’obiettivo dichiarato di assicurare all’animale un futuro migliore.

La storia di Morocho ha riportato l’attenzione sull’importanza della tutela dei cani randagi e sulle responsabilità che accompagnano ogni adozione. Il suo salvataggio rappresenta un esempio dell’impegno dei soccorritori e della straordinaria capacità di sopravvivenza degli animali anche nelle situazioni più difficili.

L’incredibile battaglia per l’adozione di Morocho- amoreaquattrozampe.live

Allo stesso tempo, la controversia sulla sua sistemazione solleva una questione importante: garantire a un cane non significa soltanto offrirgli cibo e riparo, ma anche assicurargli stabilità, cure veterinarie, relazioni positive e attenzioni adeguate alle sue esigenze.

Al momento delle dichiarazioni riportate, il Comune di Santiago aveva confermato l’intenzione di tenere Morocho, mentre la fondazione Todos Somos Cholita continuava a sostenere la soluzione dell’adozione familiare.

Dopo aver affrontato la forza delle acque del Mapocho, Morocho ha finalmente la possibilità di lasciarsi alle spalle i pericoli della strada.

La speranza è che, indipendentemente dalla decisione finale, il cane possa trascorrere il resto della sua vita in un ambiente sicuro, circondato da persone capaci di offrirgli protezione, serenità e affetto. Perché il vero lieto fine della sua storia non è soltanto essere sopravvissuto al fiume, ma poter finalmente vivere senza paura.