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Cinquantamila firme per salvare cavalli e asini dal macello: cresce la richiesta di vietarne l’uccisione per la carne

Raggiunte 50.000 firme per vietare la macellazione di cavalli, asini e muli in Italia. La proposta di legge punta a riconoscerli come animali d’affezione.

Un passo significativo verso una maggiore protezione di cavalli, asini e muli. La proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di vietare la macellazione degli equidi in Italia ha raggiunto 50.000 firme in appena quattro mesi.

Cinquantamila firme per salvare cavalli e asini dal macello: cresce la richiesta di vietarne l’uccisione per la carne- amoreaquattrozampe.live

L’iniziativa, promossa dall’organizzazione Animal Equality in collaborazione con Fondazione Islander, punta a ottenere una normativa che impedisca l’uccisione di questi animali per il consumo alimentare. La proposta, depositata in Cassazione lo scorso luglio, rappresenta un importante risultato per le associazioni animaliste, che da tempo chiedono un cambiamento nel riconoscimento giuridico degli equidi.

Cavalli, asini e muli riconosciuti come animali d’affezione

Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di riconoscere ufficialmente cavalli, asini e muli come animali d’affezione, attribuendo loro una protezione simile a quella prevista per cani e gatti. Il tema è già arrivato all’attenzione del Parlamento attraverso diverse iniziative legislative sostenute da forze politiche differenti.

Cavalli, asini e muli riconosciuti come animali d’affezione- amoreaquattrozampe.live

Tra queste figura la proposta di legge numero 2187, che prevede il divieto di macellazione degli equidi, della commercializzazione della loro carne per il consumo alimentare e delle importazioni ed esportazioni destinate a questa filiera. Il testo contempla inoltre sanzioni penali per chi dovesse violare le disposizioni previste.

Secondo un’indagine Ipsos citata da Animal Equality, il consumo di carne equina riguarda una parte relativamente limitata della popolazione italiana. Soltanto il 17% degli intervistati dichiara di consumare carne di cavallo almeno una volta al mese, mentre l’83% afferma di non mangiarne.

Un altro dato significativo riguarda la sensibilità nei confronti di questi animali: il 73% degli intervistati dichiara di provare empatia per i cavalli, considerandoli paragonabili agli animali domestici. Numeri che, secondo le associazioni promotrici, evidenziano un cambiamento nella percezione degli equidi.

La questione riguarda anche migliaia di animali destinati annualmente alla filiera alimentare. Secondo i dati del Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute, riportati da Animal Equality, nel 2025 sarebbero stati macellati in Italia 22.854 equidi. Le regioni con le percentuali maggiori risultano Puglia, Emilia-Romagna e Veneto.

Una parte degli animali destinati alla macellazione proviene inoltre dall’estero, evidenziando il ruolo delle importazioni nel settore. Per il 2026, l’associazione riferisce almeno 14.670 equidi macellati sulla base dei dati disponibili al momento della comunicazione.

raccolte ben 50.000 firme- amoreaquattrozampe.live

Nicole Berlusconi, presidente di Fondazione Islander, ha accolto positivamente il raggiungimento delle 50.000 firme, interpretandolo come un segnale della crescente sensibilità degli italiani verso il benessere animale. L’obiettivo delle organizzazioni promotrici è ottenere una discussione parlamentare e arrivare all’approvazione di una legge prima della conclusione della legislatura.

Il raggiungimento delle firme necessarie non comporta automaticamente l’approvazione del provvedimento, ma permette di portare avanti il percorso legislativo previsto. Per Animal Equality e Fondazione Islander, questa mobilitazione rappresenta soprattutto una richiesta di cambiamento: garantire a cavalli, asini e muli una maggiore tutela e riconoscere il loro valore come esseri senzienti, capaci di instaurare profondi legami con le persone.

Silvia Petetti

Mi chiamo Silvia e vivo in provincia di Roma. Sono una Giornalista Pubblicista iscritta all’ordine del Lazio. Mi piace scrivere e cucinare ma dimentico sempre le ricette e metto verdure ovunque, anche nei dolci!

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