Vivevano+reclusi+in+un+piccolo+recinto+dietro+un%26%238217%3Bofficina%3A+le+caprette+Riccardo+e+Lorenza+sono+finalmente+libere
amoreaquattrozampeit
/news/reclusi-recinto-caprette-riccardo-lorenza-sono-liberi/215724/amp/
News e storie

Vivevano reclusi in un piccolo recinto dietro un’officina: le caprette Riccardo e Lorenza sono finalmente libere

Vivevano reclusi in un piccolo recinto dietro un’officina: le caprette Riccardo e Lorenza sono finalmente libere.

Un piccolo recinto ricavato nel retro di un’officina metalmeccanica della provincia veronese, tra polvere, ferraglia e il rumore assordante del lavoro quotidiano. Era questa tutta la realtà che le capre Riccardo e Lorenza conoscevano. Una prigione a cielo aperto che per anni ne ha minato non solo la dignità, ma persino la salute fisica, riducendole a uno stato di profonda prostrazione e sofferenza.

Nuova vita per le caprette Riccardo e Lorenza (Foto LAV, Lega Anti Vivisezione ETS è riconosciuta dai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e dell’Istruzione – amoreaquattrozampe.live)

Riccardo, uno splendido ed imponente caprone di razza Saanen, condivideva quel poco spazio d’ombra e di terra con Lorenza, una femmina della stessa razza. Entrambi erano reclusi in condizioni igienico-sanitarie e strutturali del tutto inadeguate alla loro natura. Il loro unico riparo era una fatiscente capanna improvvisata, realizzata con lastre di lamiera grezzo. Negli anni, il continuo e sordo impatto delle corna di Riccardo contro quei fogli metallici era diventato il colonna sonora triste della loro prigionia: un gesto compulsivo, drammatico sfogo per cercare di dissipare l’enorme carico di stress e frustrazione accumulato a causa dell’isolamento e della deprivazione sensoriale.

Dalla reclusione alla libertà: la rinascita di Riccardo e Lorenza, le due caprette salvate dal degrado

A rompere la catena dell’indifferenza sono state le segnalazioni di alcuni cittadini sensibili, pervenute direttamente allo Sportello contro i maltrattamenti sugli animali della LAV (Lega Anti Vivisezione) di Verona. Quando i volontari dell’associazione sono giunti sul posto per condurre le verifiche di rito, la scena che si è parata davanti ai loro occhi è apparsa immediatamente grave e straziante.

Riccardo muoveva i suoi passi a fatica, letteralmente avanzando sulle ginocchia e con evidente dolore a ogni minimo spostamento. Anni di totale assenza di cura e manutenzione avevano causato una crescita incontrollata delle sue unghie, che ormai deformate impedivano la normale appoggiatura degli zoccoli. L’animale presentava inoltre i sintomi evidenti di una dolorosa laminite, un’infiammazione acuta e debilitante dei tessuti vascolari sensibili posti all’interno della parete del piede. Entrambi i caprini apparivano gravemente denutriti, con le ossa visibili sotto il manto opaco e lo sguardo spento, attonito di chi non è più abituato alla presenza premurosa dell’uomo.

Le capre Riccardo e Lorenza sono state salvate da una vita di reclusione in un recinto (Foto Canva – amoreaquattrozampe.live)

Di fronte alle evidenze e al determinato intervento dei volontari LAV, l’iter per il recupero si è attivato rapidamente. A seguito di un serrato ma costruttivo confronto con il proprietario della struttura, si è arrivati all’ottenimento della cessione volontaria degli animali, evitando così lunghi contenziosi legali che avrebbero prolungato le sofferenze delle due capre. Le prime cure sono state immediate: la LAV ha fatto subito intervenire un veterinario specializzato in grandi animali che ha provveduto al delicato e urgente pareggio delle unghie di Riccardo. Un primo fondamentale sollievo che ha segnato l’inizio della terapia e del percorso di riabilitazione motoria.

Subito dopo, per Riccardo e Lorenza si sono aperte le porte della seconda possibilità. Accolti dai volontari nel mezzo di trasporto e trasferiti presso la loro destinazione definitiva, i due animali hanno vissuto momenti di comprensibile disorientamento. Incredulo di fronte all’immensità del verde e dei nuovi spazi a sua disposizione, Riccardo ha regalato ai presenti un momento di profonda commozione: pur con andatura ancora goffa e incerta, lo splendido esemplare ha cercato fin da subito di rialzarsi e camminare di nuovo eretto sulle proprie zampe, riappropriandosi a piccoli passi della sua postura naturale.

Una nuova norma per tutelare gli animali in difficoltà (Foto Canva – amoreaquattrozampe.live)

Oggi, il grigio retro della vecchia officina è soltanto un lontano, sbiadito ricordo. Riccardo e Lorenza sono entrati a far parte della grande famiglia d’amore creata da Elisa e da suo marito Davide, una coppia che ha scelto di fare della propria vita e del proprio spazio una vera e propria oasi di riscatto e rifugio per animali con storie di maltrattamento, abbandono e sofferenza alle spalle.

Nella loro nuova casa immersa nella natura, le due capre vivono finalmente la quotidianità che merita ogni essere vivente. Attorno a loro si muove una comunità eterogenea e pacifica composta da molti altri compagni di sventura riabilitati: asini, agnellini, pecore, cavalli, un’allegra brigata di nove oche, galline, colombe, anatre, tartarughe d’acqua, una mula, oltre ad altri sedici cavalli e sedici cani, tutti adottati con dedizione. In questa nuova dimensione di rispetto e cura costante, Riccardo sta gradualmente recuperando la piena funzionalità degli arti e Lorenza ha ritrovato il peso forma e la serenità. Un lieto fine che dimostra, ancora una volta, quanto il lavoro di vigilanza del territorio, la cooperazione tra cittadini e associazioni e l’empatia umana possano fare la differenza nel trasformare storie di invisibile sofferenza in splendide testimonianze di rinascita.

Elisabetta Guglielmi

Conseguita a pieni voti la maturità scientifica, ho intrapreso una carriera umanistica. Ho una laurea triennale in Lettere moderne e due lauree magistrali in Filologia moderna e in Editoria e scrittura; ho un master di Editoria, giornalismo e management culturale. Sono appassionata di scrittura, lettura, disegno e viaggi, e naturalmente di natura e animali. Sono giornalista pubblicista.

Published by
Elisabetta Guglielmi

Articoli recenti

  • News e storie

Colorati, liberi e ormai di casa: i pavoni che hanno conquistato gli abitanti di un borgo italiano

Sono i nuovi abitanti del luogo e tutti li adorano: dei pavoni colorati di un…

5 ore ago
  • News e storie

Stress e paura dietro le sbarre: perché in canile un cane può sembrare diverso da come sarebbe in famiglia

 La vita in canile può influenzare profondamente il comportamento dei cani. Uno studio analizza stress,…

10 ore ago
  • News e storie

Sette cani perdono la vita durante il viaggio verso una battuta di caccia: sarebbero morti soffocati dai bagagli sui loro box

Sette Setter inglesi sono morti durante un viaggio verso la Lapponia. I cani erano trasportati…

22 ore ago