L’incredibile storia di “Fattoria Fantoni”, 350 animali salvati e 50 specie diverse che convivono: «Hanno molto da insegnarci»

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Dalla storia di Baba alla rinascita di Chantilly: Marco Fantoni racconta un’oasi dove gli animali ritrovano libertà, rispetto e dignità.

A Viareggio, Fattoria Fantoni è una realtà che accoglie circa 350 animali appartenenti a una cinquantina di specie diverse, molti dei quali provenienti da situazioni difficili. A dare vita a questo progetto è stato Marco Fantoni, imprenditore nel settore della ristorazione da circa diciotto anni, insieme a Tiziana, figura fondamentale nella nascita e nella crescita dell’oasi.

L’incredibile storia di “Fattoria Fantoni”, 350 animali salvati e 50 specie diverse che convivono: «Hanno molto da insegnarci» – amoreaquattrozampe.live

Tutto è cominciato con la ricerca di un terreno dove lasciare liberi i propri cani, per poi trasformarsi in un luogo dedicato al recupero e alla tutela degli animali, che non vengono allevati per la macellazione né utilizzati per finalità economiche.

Tra i suoi abitanti ci sono Baba, un toro bianco di circa 800 chili salvato dal macello, Chantilly, una cavalla anziana arrivata in gravissime condizioni, e tanti altri animali che hanno trovato una seconda possibilità. Ho avuto il piacere di intervistare Marco Fantoni per conoscere la sua storia, quella degli animali che accoglie e i progetti che vorrebbe realizzare in futuro.

Marco Fantoni: dalle prime adozioni a un’oasi con 350 animali

Ho intervistato Marco Fantoni per ripercorrere la nascita della fattoria, conoscere le storie degli animali che hanno trovato una seconda possibilità e scoprire i legami speciali che si sono creati nel tempo.

Marco Fantoni: dalle prime adozioni a un’oasi con 350 animali – amoreaquattrozampe.live

Un racconto che attraversa salvataggi, difficoltà, momenti di gioia e perdite dolorose, fino ai progetti futuri di una realtà che vuole andare oltre l’accoglienza degli animali.

Partiamo da te: chi è Marco Fantoni, chi eri prima di Fattoria Fantoni e qual è stato il percorso personale che ti ha portato fin qui?

«Marco Fantoni è un imprenditore viareggino che da circa diciotto anni lavora nel mondo della ristorazione. Ma, parallelamente al mio percorso professionale, nella mia vita c’è sempre stato un filo conduttore molto forte: il rapporto con gli animali».

Un amore trasmesso soprattutto dalla madre, che fin da bambino gli ha insegnato il rispetto per ogni creatura. La svolta è arrivata dopo un incidente durante uno scontro tra cani, nel quale Marco ha riportato gravi ferite alle mani, compresa l’amputazione di una falange.

«Decisi così di cercare un piccolo appezzamento di terreno dove poterli lasciare liberi e stare con loro in tranquillità. Quello che inizialmente doveva essere semplicemente uno spazio sicuro per i miei cani, però, cominciò lentamente a trasformarsi in qualcosa di completamente diverso».

Come nasce l’idea di Fattoria Fantoni? C’è stato un momento preciso, un incontro, un animale che ti ha fatto capire che volevi creare un luogo come questo?

«In realtà non credo di poter individuare un momento preciso o un singolo animale da cui tutto è cominciato». Marco ricorda un episodio della sua infanzia, quando trascorreva del tempo nella casa di famiglia sul lago di Gramolazzo. «Lo zio di mio padre allevava conigli destinati poi al consumo e io, ogni volta che ne avevo l’occasione, li liberavo e li facevo scappare. Nella mia testa di bambino il ragionamento era semplicissimo: se fossero riusciti a fuggire, nessuno avrebbe potuto mangiarli».

Oggi nella vostra oasi vivono circa 350 animali appartenenti a 50 specie diverse, liberi, amati e rispettati. Come siete arrivati, passo dopo passo, a costruire questa realtà?

«Siamo partiti davvero da pochissimo: prima due caprette, poi quattro galline, due maiali e infine tre oche».

La convivenza tra animali così diversi inizialmente lo preoccupava, soprattutto per la presenza dei suoi cani. Ma osservare specie differenti condividere gli stessi spazi ha cambiato la sua prospettiva.

Marco Fantoni insieme ad alcuni ospiti della sua fattoria – amoreaquattrozampe.live

«Un cane, per natura, è un predatore e una gallina potrebbe essere una sua preda. Eppure io vedevo cani e galline mangiare insieme, riposare vicini e condividere gli stessi spazi nel rispetto reciproco».

Con l’aumento degli animali è diventato necessario trovare un terreno più grande, reso disponibile grazie all’incontro con Tiziana.

Baba, un toro bianco di circa 800 chili, è stato il primo grande ospite di Fattoria Fantoni. Qual era la sua storia e come è arrivato da voi?

«In realtà Baba non è stato letteralmente il primo animale arrivato a Fattoria Fantoni, ma sicuramente è stato il primo grande ospite simbolo del nostro progetto».

Marco insieme al toro Baba – amoreaquattrozampe.live

Baba era un giovane toro destinato alla macellazione. Una volontaria aveva informato Marco che gli rimaneva circa una settimana di vita. «La notte facevo fatica a dormire pensando che sapevo dove si trovava quell’animale, conoscevo il destino che lo aspettava e, soprattutto, sapevo che forse avevo la possibilità concreta di cambiarlo».

Nonostante i timori espressi da veterinari e conoscenti, Marco ha deciso di accoglierlo.

«Ci sono voluti tempo, pazienza, rispetto e una presenza quotidiana costante. Dovevo fargli capire che poteva fidarsi di me, che non rappresentavo una minaccia e che nessuno lì avrebbe voluto fargli del male».

Baba aveva alle spalle un passato di sofferenza e oggi è diventato quasi il simbolo della fattoria. Che rapporto hai con lui e cosa ha significato accompagnarlo verso una vita completamente diversa, fatta di rispetto e libertà?

«Quando torno a casa la sera, lui mi aspetta. Mi capita di sdraiarmi accanto a lui, raccontargli la mia giornata e passare del tempo semplicemente facendogli le coccole».

Oggi Baba trascorre le giornate libero, condividendo gli spazi con cavalli, caprette, asini e altri animali. «Baba non rappresenta soltanto un animale che siamo riusciti a salvare. Rappresenta ciò che può accadere quando a un essere vivente che non ha mai avuto possibilità di scelta vengono finalmente concessi tempo, rispetto, fiducia e libertà».

Quando si parla di tori, mucche, maiali e di altri animali considerati “da reddito”, spesso si dimentica che ciascuno di loro ha una propria individualità. Vivendo ogni giorno accanto a loro, cosa hai scoperto del loro carattere, delle loro emozioni e della loro capacità di creare legami?

«La prima cosa che ho imparato è che ogni animale è un individuo. Ognuno ha il proprio carattere, le proprie abitudini, le proprie paure, le proprie preferenze e un modo diverso di relazionarsi con gli altri».

Marco racconta che Baba, nonostante la sua mole, si muove con attenzione anche quando è circondato da animali molto più piccoli.

«È con noi da quasi due anni e, nonostante viva liberamente in mezzo ad animali piccolissimi rispetto a lui, non ha mai pestato accidentalmente neppure una gallina».

Alla Fattoria Fantoni convivono cinquanta specie diverse. Come riuscite a garantire a tutti libertà, sicurezza e benessere? Cosa significa concretamente prendersi cura ogni giorno di 350 animali così diversi tra loro?

«Quando arriva un nuovo animale c’è sempre una fase di conoscenza e di inserimento. Io scherzosamente dico che bisogna “fare le presentazioni”».

Ogni animale deve avere il tempo di adattarsi al nuovo ambiente e agli altri ospiti. Secondo Marco, uno degli elementi fondamentali è la disponibilità di spazio.

«Oggi ne abbiamo circa sessanta che convivono nello stesso spazio senza particolari conflitti», racconta riferendosi ai galli.

«Avere spazio significa poter evitare un conflitto anziché essere costretti ad affrontarlo. Significa poter trovare il proprio equilibrio e rispettare quello degli altri».

Molti degli animali che accogliete arrivano da situazioni difficili e portano con sé una storia. C’è un salvataggio, oltre a quello di Baba, che ti è rimasto particolarmente nel cuore e che non dimenticherai mai?

«Sì, ce n’è uno che non dimenticherò mai: quello di Chantilly». Chantilly è una cavalla anziana, arrivata alla fattoria in condizioni di estrema denutrizione. «Era pelle e ossa e riusciva a malapena a scendere dal mezzo e a reggersi sulle proprie zampe».

Grazie a un’alimentazione adeguata e a cure attente, in circa sei mesi ha recuperato intorno ai 120 chili. Marco ricorda soprattutto il giorno in cui, giocando con una cavalla più giovane, Chantilly ha saltato una staccionata alta circa un metro e settanta.

Marco e Chantilly – amoreaquattrozampe.live

«In quel momento ho capito che non avevamo semplicemente rimesso in piedi il suo corpo: Chantilly aveva recuperato energia, sicurezza e, soprattutto, era tornata padrona di se stessa».

Oggi Chantilly ha quasi 25 anni.

«Perché credo che una seconda possibilità abbia valore indipendentemente da quanto tempo resta da vivere. Anche un solo anno vissuto con dignità può valere più di una vita intera trascorsa senza averla mai conosciuta».

Ci sono anche storie che purtroppo non hanno il lieto fine che si sperava, come quella di Thor, Loki e Odino. Come si affronta emotivamente la perdita di un animale che si è cercato in ogni modo di salvare?

«Si affronta male. Molto male». Thor, Loki e Odino erano tre fratelli salvati e accolti in famiglia, morti tutti nell’arco di sei mesi.
«Ancora oggi sui nostri social c’è un video dedicato alla loro storia. Io quel video non riesco a guardarlo». Le loro ceneri sono conservate alla fattoria, insieme alle fotografie e alle impronte delle zampe.

«Quando salvi un animale vorresti poter cambiare anche il finale della sua storia. Purtroppo non sempre è possibile. Quello che possiamo fare è cambiare la parte di quella storia che ci viene concessa».

Nella storia della fattoria c’è anche una persona molto importante, Tiziana, che avete definito fondamentale per rendere possibile questo sogno. Chi è Tiziana e quale ruolo ha avuto nella nascita dell’oasi?

Tiziana è la persona che ha permesso a Marco di trasformare il progetto in una realtà concreta. I due si sono conosciuti quando lui cercava un terreno più grande.

«Invece di limitarsi a vendermi un terreno, mi disse che voleva aiutarmi e che quel progetto avrebbe voluto realizzarlo insieme a me».
Da allora collaborano quotidianamente nella gestione dell’oasi.

«Oggi posso anche essere l’immagine di Fattoria Fantoni, ma senza Tiziana sarei poco più di una fotografia su un social. Il sogno poteva essere mio, ma per trasformarlo in realtà dovevamo essere in due».

In un tuo video hai fatto una riflessione molto bella: se oltre 50 specie di animali riescono a vivere insieme, perché noi esseri umani facciamo così tanta fatica a rispettarci? Che cosa ci hanno insegnato gli animali sulle relazioni, sulle differenze e sul modo di stare al mondo?

«Non volevo che le nostre pagine servissero soltanto a mostrare degli animali. Volevo provare a raccontare quello che questi animali, vivendo insieme, stanno insegnando a noi».

Marco osserva come specie profondamente differenti riescano a trovare un equilibrio quando hanno spazio, sicurezza e risorse sufficienti.

«Forse dovremmo imparare proprio questo da loro: essere un po’ meno interessati alle nostre differenze e molto più capaci di riconoscere ciò che abbiamo in comune».

Fattoria Fantoni non sembra essere soltanto un luogo di salvataggio, ma anche un progetto capace di trasmettere un messaggio. Che cosa vorresti che una persona comprendesse dopo aver conosciuto la fattoria e, soprattutto, dopo aver incontrato i suoi abitanti?

«La prima cosa che vorrei lasciare a chi conosce Fattoria Fantoni è molto semplice: un po’ più di rispetto nei confronti degli animali».
Per Marco, il rispetto non riguarda solo gli animali, ma anche le persone, la natura e l’ambiente.

«Non dobbiamo necessariamente cambiare il mondo intero. Possiamo iniziare cambiando il modo in cui trattiamo il piccolo pezzo di mondo che abbiamo intorno».

Se potessi portare per un giorno alla fattoria una persona convinta che alcuni animali esistano soltanto per essere utilizzati dall’essere umano, quale animale le presenteresti e cosa spereresti che comprendesse guardandolo negli occhi?

«Probabilmente molti si aspetterebbero che rispondessi Baba. Invece credo che sceglierei Don». Don è un becco (un caprone n.d.r) di circa tre anni, al quale Marco attribuisce una particolare sensibilità. «Quando sono triste cambia atteggiamento, viene a cercarmi, si avvicina e vuole il contatto».

Marco e due ospiti speciali – amoreaquattrozampe.live

Vorrebbe che le persone imparassero a osservare animali come Don senza considerarli esclusivamente in funzione di ciò che possono produrre.

«A quella persona chiederei semplicemente di trascorrere del tempo con Don. Senza pregiudizi, senza pensare a che cosa possa produrre e senza cercare necessariamente qualcosa di straordinario. Le chiederei soltanto di osservarlo, interagire con lui e, metaforicamente, provare a guardarlo dentro. Perché credo che quando impariamo a guardare davvero un animale, senza considerarlo esclusivamente per l’utilità che può avere per noi, scopriamo un mondo sorprendente. Ed è forse questo ciò che vorrei comprendesse guardando Don negli occhi: se impariamo a guardare dentro l’anima degli animali, molto spesso troviamo qualcosa di meraviglioso. Quando guardiamo dentro quella degli esseri umani, purtroppo, non sempre possiamo dire lo stesso».

Per Marco, infatti, i circa 350 animali che vivono alla fattoria hanno tutti lo stesso valore.

Fattoria Fantoni è un progetto che continua a crescere ed evolversi. Quali sono i progetti che avete in mente per il futuro? Ci sono nuove iniziative, spazi o attività che vorreste realizzare?

Uno dei progetti riguarda il canile della zona. Marco racconta di aver incontrato la sindaca di Viareggio e l’assessore competente per proporre una collaborazione con il Comune, finalizzata a ripensare gli spazi destinati ai cani.

«Quello che immaginiamo è un luogo nel quale, per quanto possibile, il cane non trascorra la propria esistenza all’interno di una gabbia, ma abbia un box che rappresenti un riparo e possa scegliere liberamente quando stare all’interno e quando uscire in uno spazio verde».
La proposta prevede aree condivise per cani compatibili, spazi individuali più ampi e il coinvolgimento di educatori cinofili.

Un altro obiettivo, ancora più ambizioso, è realizzare una struttura veterinaria che possa aiutare anche gli animali di famiglie in difficoltà economica.

«Non credo sia giusto che un animale debba perdere la possibilità di essere curato esclusivamente perché, in quel momento, la sua famiglia non dispone del denaro necessario». Il desiderio è che l’attività della fattoria possa estendersi anche agli animali che non vivono nell’oasi.

«Se oggi possiamo offrire una seconda possibilità agli animali che entrano dal nostro cancello, il prossimo passo è provare a costruire qualcosa che permetta di offrirla anche a quelli che resteranno fuori».

Un messaggio che va oltre il salvataggio degli animali

Per Marco Fantoni, il valore della fattoria non si misura soltanto nel numero degli animali accolti, ma anche nella possibilità di sensibilizzare le persone al rispetto delle altre forme di vita.

Un messaggio che va oltre il salvataggio degli animali – amoreaquattrozampe.live

«Non abbiamo la presunzione di pensare di poter cambiare il mondo da soli. Possiamo però provare a cambiare qualcosa intorno a noi e magari convincere qualcun altro a fare altrettanto».

È questa la prospettiva con cui Marco e Tiziana intendono continuare il loro lavoro: garantire una vita dignitosa agli animali accolti e trasmettere, attraverso le loro storie, un messaggio di rispetto verso gli animali, la natura e le persone.

Dentro Fattoria Fantoni: la quotidianità di un’oasi speciale raccontata dalla nostra Claudia Colono di Amore a Quattro Zampe!

Nel video che trovate qui sotto, Claudia Colono di Amore a Quattro Zampe ci accompagna alla scoperta di Fattoria Fantoni, raccontando la storia di questa straordinaria realtà e mostrando alcuni momenti della quotidianità dei suoi abitanti. Immagini che permettono di conoscere più da vicino la vita nella fattoria, dove animali di specie diverse condividono gli stessi spazi e dove, attraverso i loro comportamenti e le loro interazioni, si percepiscono la pace, la serenità e l’armonia che Marco e Tiziana hanno costruito giorno dopo giorno.