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Torre del Greco, cinque tartarughe in una vasca di acqua putrida: aggredito durante il mio intervento, arrivano sei pattuglie dei Carabinieri

Insulti, minacce e lancio di oggetti, tra cui una pesante sedia di legno, contro di me e i miei collaboratori. Una donna denunciata per maltrattamento di animali. Le cinque tartarughe sequestrate e affidate a un centro di recupero.

TORRE DEL GRECO (NAPOLI) – Cinque tartarughe costrette a vivere all’interno di una piccola vasca piena di acqua marrone, sporca e stagnante, circondata da rifiuti e materiali abbandonati. È quanto ho documentato nella giornata di ieri a Torre del Greco, in provincia di Napoli, durante un intervento che si è trasformato in pochi minuti in una situazione di grave pericolo per la mia incolumità e quella dei miei collaboratori.

Torre del Greco, cinque tartarughe in una vasca di acqua putrida: aggredito durante il mio intervento, arrivano sei pattuglie dei Carabinieri- foto Enrico Rizzi- Amoreaquattrozampe.ot

Tutto è cominciato con una segnalazione ricevuta attraverso i miei canali social. Alcuni cittadini mi avevano rappresentato la presenza di cinque tartarughe acquatiche detenute in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie, all’interno di una vasca collocata davanti a una palazzina di case popolari.

Torre del Greco che cosa è accaduto nel dettaglio

Ho deciso quindi di raggiungere personalmente il luogo insieme alla mia troupe per verificare quanto segnalato e documentare le condizioni degli animali. Già al mio arrivo, lo scenario che mi sono trovato davanti è stato impressionante.

Torre del Greco che cosa è accaduto nel dettaglio- foto Enrico Rizzi- amoreaquattrozampe.live

Cumuli di rifiuti abbandonati, sporcizia lungo la strada, automobili danneggiate e apparentemente inutilizzabili, scritte sui muri dei palazzi e materiali di ogni genere disseminati nelle aree circostanti. E perfino galli e galline in strada.

Una situazione di degrado urbano talmente evidente da sembrare la scenografia di un film dell’orrore.

Raggiunta la vasca, ho potuto constatare personalmente le condizioni in cui erano detenute le cinque tartarughe. L’acqua era completamente torbida, di colore marrone, con sporcizia e residui galleggianti. Gli animali si trovavano all’interno di una struttura del tutto inadeguata, in un contesto di evidente degrado.

Ho quindi iniziato a documentare la situazione, mentre la mia videomaker riprendeva le tartarughe e l’ambiente circostante. È stato in quel momento che la situazione è improvvisamente degenerata. Dal balcone di un appartamento al primo piano, una donna ha cominciato a urlare contro di me, sostenendo che le tartarughe fossero di sua proprietà e intimandomi di allontanarmi.

Alle urla sono seguiti insulti e minacce. Poco dopo la donna e alcuni suoi familiari hanno iniziato a lanciare dal balcone oggetti di vario genere nella nostra direzione. Tra gli oggetti scagliati contro di noi anche una grossa sedia di legno, con il concreto rischio di colpire me o uno dei miei collaboratori.

Un episodio gravissimo, verificatosi mentre stavamo semplicemente documentando le condizioni di detenzione di alcuni animali e chiedendo il rispetto delle norme poste a loro tutela. Di fronte al pericolo, ho immediatamente richiesto l’intervento dei Carabinieri. La risposta dell’Arma è stata tempestiva. Nel giro di poco tempo sono giunte sul posto ben sei autovetture dei Carabinieri, i cui militari sono intervenuti per riportare la situazione sotto controllo e procedere agli accertamenti.

La donna che aveva rivendicato la proprietà delle tartarughe è stata identificata e denunciata per maltrattamento di animali. Sul posto è intervenuto anche il personale del servizio veterinario dell’ASL Napoli 3 Sud, chiamato a verificare le condizioni degli animali.

Durante l’intervento vengono lanciate anche sedie- foto Enrico Rizzi- amoreaquattrozampe.live

Al termine degli accertamenti, tutte e cinque le tartarughe, fortunatamente ancora vive, sono state sottoposte a sequestro e affidate al CRAS di Napoli, il Centro di Recupero Animali Selvatici. Per loro si è finalmente aperta la possibilità di una vita diversa, lontano da quella vasca di acqua sporca nella quale erano state costrette a vivere.

La vicenda pone infine una questione più ampia: quella delle condizioni di detenzione degli animali acquatici, troppo spesso considerati esseri viventi di serie inferiore rispetto a cani e gatti. Le tartarughe hanno esigenze ambientali, alimentari e comportamentali specifiche. Non possono essere detenute in una vasca di acqua putrida, senza condizioni adeguate al loro benessere.

La loro sofferenza non deve essere ignorata soltanto perché non possono abbaiare, miagolare o manifestare il disagio in maniera immediatamente riconoscibile. Ed è per risultati come questo che continuerò a svolgere il mio lavoro, senza lasciarmi intimidire da chi pensa di poter fermare una denuncia attraverso la violenza.

 

di Enrico Rizzi

Enrico Rizzi

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